Nell'entusiasmo del rientro il direttore di rete volle fissare un appuntamento a cena con i giornalisti della TV presso il suo ristorante senese.
In quella occasione volemmo progettare il nuovo palinsesto per i due contenitori palieschi.
Ero molto motivato: volevo dare il mio apporto intellettuale alla TV. Inoltre avvertivo anche l'esigenza di cambiamento delle programmazioni interpretate come vecchie e stantie da parte delle persone, gli "spettatori", con cui andavo parlando di tanto in tanto.
Con tutti i giornalisti trovai un'intesa eccezionale: ognuno di loro, da me stimolato individualmente, a fronte di alcuni concetti, aveva risposto positivamente, quindi mi sentivo incoraggiato.
Arrivammo all'appuntamento quindi già carichi e pronti alle proposte.
Iniziai proponendo un telegiornale che offrisse in quei giorni di Palio, sì le notizie cittadine ed extra cittadine, ma soprattutto informazioni paliesche. L'idea piacque e venne immediatamente acquisita.
Per quanto riguardava le trasmissioni di approfondimento, oltre la rassegna stampa cartacea del mattino, era fatta di uno stradario cittadino fra lo storico ed il leggendario condotto da un noto attore di Siena.
Il prime time dell'ora di pranzo, cosa strana per i palinsesti TV avere un prime time a quell'ora, ma normale per quell'emittente, visto che la sera il pubblico non è a casa ma mangia nelle Contrade, lo coprivamo con un tradizionale talk show, ma diverso nella formula, rispetto agli anni passati.
Il talk si svolgeva in una tavolata e, mentre gli ospiti si godevano un pasto luculliano, si parlava di Palio, di fantini, di monte e, naturalmente, di tradizioni senesi.
Non volemmo snaturarlo, ma proposi, vista la scarsa aderenza alla realtà attuale, per quanto riguarda le abitudini alimentari della gente, di fare un finto pasto veloce e "light" presso un ipotetico bar. Una specie di colazione anglosassone, insomma, alla quale ci stiamo piano piano assoggettando, a causa dei ritmi lavorativi sempre più concitati.
La proposta venne accettata e mi fu offerta, di conseguenza, la regia video di quel contenitore.
Accettai con entusiasmo, nonostante non avessi alcun tipo di esperienza relativa ad una regia video. Del resto, essendo un incosciente, mi sono sempre gettato nelle esperienze nuove, a volte pagando uno scotto, a volte venendo ingiustamente premiato, visto il lavoro di chi invece studia per arrivare a certi risultati.
Per quanto riguardava il pomeriggio avevamo progettato con uno dei giornalisti un programma girato dall'alto. Siena offre dei terrazzi sulle vie principali cittadine ed i ponti radio permettono di poter tenere le telecamere abbastanza distanti, quindi pensammo che poteva essere affascinante poter riprendere il conduttore ed il suo ospite che dialogavano per le strade del centro, incrociando gente che viveva normalmente. Gli argomenti che il programma avrebbe trattato erano inerenti alla vita senese e contradaiola in questo nuovo millennio.
Anche questa proposta venne accettata entusiasticamente.
Rimaneva di fuori la programmazione serale, vista anche la difficoltà rappresentata dalla diversità dell'utente finale. Ci eravamo posti il dubbio su chi guardasse alla sera la TV locale ed uscì il ritratto di gente anziana o malati, senesi, impossibilitati, quindi, alla frequentazione della Contrada, o, anche gente della provincia che con un certo distacco culturale scuriosava per avere informazioni relative alla manifestazione logicamente più nota dell'area geografica.
Quindi volgemmo per un concetto di contenitore ampio con l'informazione paliesca che si accompagnava con esibizioni di vario spettacolo, cantanti, attori, ballerini.
Alla fine della serata mi sentivo forte dei risultati che avevo raggiunto e, ricordo di essermene andato a letto raggiante.
Un piccolo pensiero mi preoccupava: come avrei fatto a fare quella regia video?
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