A poco, a poco, cominciarono ad arrivare gli amici da tutte le parti di Kiwengwa.
Man di mano che affluiva la gente nel patio della villetta prospiciente al mare, venivano sistemate le sedie e offerto un drink di benvenuto.
Alla fine quando fummo tutti, circa una decina di persone, la padrona di casa fece iniziare il film, "fiumi di porpora".
Lo guardammo tutti avidamente.
E mi domandavo: com'è che, pur avendolo già visto al cinema, mi piaceva seguirlo con attenzione di nuovo?
Era facile capire gli abitanti del posto, che ne facevano un ovvio motivo di socializzazione. Era un modo come un altro per non sentirsi lontani dalla propria società, pur avendo loro scelto di vivere al di fuori.
Quindi un buon bicchiere di vino, una certa forma nell'accogliere gli ospiti, un film guardato tutti assieme faceva società.
Ma perchè io seguivo avidamente un film già visto?
Forse dopo quindici giorni avvertivo la necessità di tornare a casa?
Facemmo una pausa a metà.
Ci fu chi chiese di andare in bagno, chi, invece, con la scusa di sciogliere le gambe, bevve di nuovo un bicchiere. Ma la padrona di casa fu inflessibile e dopo pochi minuti di pausa fece di nuovo scorrere il film.
Una volta arrivati al finale ci rilassammo, ma nacque una discussione sul film, sull'interpretazione degli attori e su alcuni passi incerti della sceneggiatura.
Per un attimo temetti di trovarmi di fronte ad una discussione di fantozziana memoria, ma il dubbio fu immediatamente tolto da un fuggi-fuggi generale: ognuno al mattino successivo avrebbe avuto le proprie occupazioni, quindi fu tolto il disturbo.
Anche noi salutammo.
Ci saremmo rivisti il giorno successivo.
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